
in Memoria di Tommaso Fasciani

in Memoria di Tommaso Fasciani

RETICOLI – Festival delle Terre Alte nasce per generare uno spazio culturale diffuso capace di mettere in relazione comunità, ricerca, giornalismo d’inchiesta, arte e pratiche di cammino per leggere il presente e immaginare il futuro delle aree interne e montane. Il festival nasce con l’obiettivo di contrastare la narrazione marginale delle terre alte, riconoscendole invece come luoghi vivi, attraversati da trasformazioni sociali, ambientali ed economiche, e come laboratori di nuove possibilità di abitare, lavorare e creare legami.
Attraverso incontri pubblici, workshop, escursioni, spettacoli, dibattiti e momenti comunitari, RETICOLI promuove una riflessione critica su spopolamento, disuguaglianze territoriali, giustizia ambientale, memoria dei territori e diritti sociali, valorizzando saperi locali e competenze contemporanee. Il festival intende favorire il dialogo tra abitanti, ricercatrici e ricercatori, giovani, artiste e artisti, attiviste e visitatori, costruendo connessioni concrete tra esperienze diverse. Particolare attenzione è dedicata alle questioni di genere, al ruolo delle donne nei territori montani e alle disuguaglianze che attraversano lavoro, cura, accesso ai servizi e partecipazione sociale nelle aree interne.


Nel nome stesso del festival, RETICOLI afferma la volontà di tessere reti tra paesi, persone e immaginari, riconoscendo centralità politica e culturale alle montagne dell’Appennino e alle comunità che le abitano. In memoria di Tommaso Fasciani, giovane ricercatore e abitante di questi luoghi, il festival raccoglie e rilancia la sua eredità intellettuale e civile: uno sguardo attento alle disuguaglianze, alle questioni di genere, al lavoro, alle aree marginali e ai processi di emancipazione, facendo della cultura uno strumento di partecipazione e trasformazione sociale.
Come associazioni promotrici, riteniamo che il partenariato rafforzi la capacità del festival di leggere e raccontare in modo plurale il presente delle aree interne e montane. Alla prospettiva femminista, centrale nel lavoro di Donne TerreMutate e profondamente intrecciata agli studi e al pensiero di Tommaso Fasciani, si affiancano infatti altri sguardi complementari: quello giornalistico e dell’inchiesta sociale, quello artistico e performativo, quello della ricerca territoriale e quello educativo e comunitario.
La presenza del Centro di Giornalismo Permanente consente di portare dentro il festival strumenti di analisi critica, approfondimento e narrazione pubblica sui temi dello spopolamento, delle trasformazioni ambientali, del lavoro e delle disuguaglianze territoriali. Il coinvolgimento di artiste, artisti, compagnie, musiciste e pratiche culturali diffuse amplia invece la possibilità di immaginare nuovi linguaggi per abitare i territori, contribuendo a trasformare i paesi in spazi vivi di produzione culturale contemporanea.
Allo stesso tempo, la collaborazione con scuole, università, associazioni locali e reti civiche consolida una dimensione partecipativa e intergenerazionale, capace di mettere in relazione abitanti, ricercatrici e ricercatori, giovani, attiviste e visitatori. Il festival nasce così come un laboratorio condiviso in cui memoria, conoscenza, creatività e impegno civile si intrecciano per costruire insieme nuove possibilità di futuro per le terre alte.